Parliamone

Il metodo

Capiamo i processi. Usiamo l'AI dove serve. Costruiamo gli strumenti. E restiamo.

Non partiamo dal software: partiamo da come lavorate. Il metodo è sempre lo stesso, in quattro passi, e sono gli stessi quattro che trovate in apertura del sito.

01

Processi — capire come si lavora

Entriamo in azienda e guardiamo come si lavora davvero: i fogli di calcolo che passano di mano, la carta che gira fra gli uffici, lo stesso dato battuto due o tre volte in programmi che non si parlano. Parliamo con le persone che il lavoro lo fanno, non solo con chi lo dirige.

Quasi sempre il problema non è il programma: è il percorso che le informazioni fanno per arrivarci. Per questo il primo risultato non è un preventivo, ma una fotografia onesta del processo: dove si perde tempo, dove nascono gli errori, che cosa vale la pena toccare per primo — e che cosa invece funziona già e va lasciato stare.

02

AI e ricerca — che cosa si può fare davvero

L'AI non è un prodotto che vi vendiamo: è come lavoriamo, ed è dentro gli strumenti che vi consegniamo. Nell'analisi le facciamo leggere documenti, mail e archivi, e arriviamo alle interviste sapendo già che cosa chiedere: il quadro si forma in giorni invece che in settimane, e le persone confermano o correggono invece di raccontare tutto da zero.

Nei sistemi che consegniamo fa il lavoro ripetitivo: estrae i dati dai documenti che ricevete, controlla in automatico quello che prima si controllava a campione, risponde a domande in linguaggio naturale sui vostri archivi. Non un assistente da salotto: componenti al lavoro dentro il gestionale. E la usiamo anche per costruire — più codice scritto e verificato nello stesso tempo, più controlli automatici, meno costo per voi. Il mestiere, capire il processo e decidere che cosa costruire, resta a noi.

Non è una posizione presa ieri. Dal 2017 portiamo avanti un progetto di ricerca all'anno, con bandi, revisori e rendicontazione; nel 2021, prima che se ne parlasse ovunque, applicavamo la visione artificiale al lavoro manuale su un banco di montaggio.

03

Sviluppo — disegnare e costruire lo strumento

Sul processo capito si decide che cosa automatizzare e che cosa lasciare alle persone. Non tutto va automatizzato: certe decisioni devono restare a chi le sa prendere, e uno strumento che pretende di sostituirle viene solo aggirato. Il disegno arriva scritto: che cosa si costruisce, in che ordine, che cosa vedrete funzionare per primo. Si discute su un documento, non su una promessa.

Costruiamo su una delle nostre piattaforme — quando il lavoro rientra in quello che i nostri prodotti sanno già fare — o su misura, quando il vostro processo lo richiede. In entrambi i casi lo strumento segue il processo, non il contrario.

La consegna è a pezzi: si mette in mano alle persone la prima parte utile, la si vede lavorare sui dati veri, si corregge. Un sistema che si vede funzionare a metà strada vale più di uno perfetto promesso per fra un anno — e gli errori di comprensione si scoprono quando costano poco.

04

Presidio — restare a guardarlo

Uno strumento consegnato e lasciato solo invecchia male. Per questo il quarto passo non finisce: server e macchine virtuali, backup, aggiornamenti e sicurezza restano sotto il nostro NOC, ventiquattro ore su ventiquattro. I guasti li vediamo prima noi, e spesso li risolviamo prima che ve ne accorgiate.

Il presidio è una linea di lavoro a sé, con le sue regole scritte e la sua prova trimestrale: la raccontiamo per intero nella pagina della sicurezza gestita.

Come si comincia

Un incontro, un giro in azienda, un disegno scritto

Ci raccontate come lavorate

Un incontro senza impegno, da voi o da remoto: che cosa fate, con quali strumenti, dove sentite l'attrito.

Veniamo a vedere

Guardiamo il processo dal vivo e parliamo con chi lo fa. È il primo passo del metodo, e si paga solo se si va avanti.

Torniamo con un disegno

Che cosa costruire, in che ordine, che cosa vedrete funzionare per primo. Scritto, così si può discutere.