Ricerca e sviluppo · 2018
JamesLog
Raccogliere, standardizzare e analizzare i log di dispositivi diversi in un unico database: dal client in campo alla console di analisi.
Titolo ufficiale: «Studio di fattibilità volto all’individuazione di una soluzione software idonea a raccogliere, codificare univocamente, standardizzare e analizzare log provenienti da dispositivi differenti». Nome interno del prodotto: eLogger 4.0.
Obiettivo
Un solo database generico, buono per qualunque tipo di log, al posto di formati sparsi e incompatibili. Chi ha in casa apparati di marche diverse lo sa: ognuno scrive i propri registri a modo suo, e quando serve capire che cosa è successo non c’è un posto dove guardare.
L’architettura, su tre livelli
In campo c’è un client costruito su Raspberry Pi 3: riceve i log via UDP sulla porta 514, li mostra in tempo reale su un’interfaccia touch — elenco dei dispositivi, dettaglio dei pacchetti, console per chi sa dove mettere le mani — e li converte in un pacchetto standardizzato.
In cloud stanno le funzioni che ricevono: autenticazione, temporizzazione e raccolta verificano la validità di ogni pacchetto prima di scriverlo sul database. Il canale è cifrato, i pacchetti hanno una cifratura propria, e ogni client viene abilitato all’invio con uno scambio di chiavi.
Sul tavolo di chi analizza c’è l’applicazione di lettura: filtri per nodo, azienda, gravità e categoria, contatore dei log al secondo, interrogazioni a mano e gestione delle utenze dei client.
Che cosa ne è uscito
Un prototipo che lavorava a regime su dispositivi veri: il client che raccoglie e spedisce dal vivo, e il server con quasi duemila log indicizzati e filtrabili. Con manuale d’uso, procedure di ripristino e gestione dei codici di stato — cioè le cose che servono il giorno in cui qualcosa non va.
Dal laboratorio
Le immagini vengono dalla documentazione originale del progetto.





