Parliamone

Ricerca e sviluppo · 2019

RobinHUD

Navigazione indoor in realtà aumentata: ancore spaziali in cloud e app prototipale Android sviluppata in Unity, per guidare una persona dentro un edificio dove il GPS non arriva.

Titolo ufficiale: «Ricerca pianificata mirante ad acquisire nuove tecnologie da utilizzare per raggiungere un miglioramento del processo di navigazione indoor tramite l’utilizzo di realtà aumentata».

Obiettivo

RobinHUD è un sistema di navigazione indoor basato sulla realtà aumentata. Nei luoghi chiusi il GPS non funziona: il progetto ha esplorato l’uso di Azure Spatial Anchors, il servizio Microsoft di ancore spaziali, per orientarsi negli edifici usando solo la fotocamera del dispositivo e una connessione a internet. L’esempio guida è quello di un grande magazzino: le ancore spaziali portano l’utente fino alla zona o al corridoio giusto, mentre il riconoscimento ravvicinato via QR code, con l’engine Vuforia, identifica il singolo prodotto sullo scaffale o mostra un pannello informativo su un macchinario. Le attività si sono svolte dall’8 gennaio al 19 dicembre 2019.

Che cosa è stato fatto

Il progetto era articolato in tre fasi: la creazione di due applicazioni — una di authoring per costruire l’ambiente di navigazione, una per l’utente finale —, l’aggiunta di informazioni puntuali sui prodotti tramite QR code, e la prospettiva di portare la soluzione anche su iOS e HoloLens 2. Per lo sviluppo prototipale sono stati scelti Android e Unity, con script in C#; la persistenza delle ancore è affidata a un database Cosmos DB su Azure, raggiunto tramite una WebApp che espone API REST con autenticazione. Lo studio è partito dagli esempi ufficiali dell’SDK Microsoft, allora in beta e quasi privo di documentazione, per poi costruire un’applicazione propria con architettura a classi dedicate per la gestione delle sessioni, dei piani rilevati e dell’interazione.

Che cosa ne è uscito

Il risultato è una soluzione prototipale funzionante su Android: l’app consente di creare, salvare, rinominare, cercare ed eliminare ancore spaziali, di ottenere indicazioni verso un’ancora scelta — con una freccia direzionale in realtà aumentata — e di condividere le ancore fra dispositivi tramite il database su cloud. La relazione documenta anche interfacce, limitazioni note e le difficoltà di progettazione e sperimentazione incontrate con una tecnologia allora in beta.

Dal laboratorio

Le immagini vengono dalla documentazione originale del progetto.

La vista in realtà aumentata: l'app chiede di inquadrare un piano e di toccarlo per creare un'ancora spaziale.
La vista in realtà aumentata: l'app chiede di inquadrare un piano e di toccarlo per creare un'ancora spaziale.
Il dettaglio di un'ancora salvata: rinomina, cancellazione, indicazioni e ricerca.
Il dettaglio di un'ancora salvata: rinomina, cancellazione, indicazioni e ricerca.
Le impostazioni dell'app, con la finestra di debug e la ricerca di tutte le ancore sul database.
Le impostazioni dell'app, con la finestra di debug e la ricerca di tutte le ancore sul database.